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Zoom Come trasformarti in wwworkers
 

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Leggi il dossier pubblicato da
La Stampa il 15 marzo 2010


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Leggi cosa ha scritto Metro nella pagina sul mondo del lavoro di martedì 9 febbraio 2010


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Leggi la storia di copertina che ho firmato per Nòva24-Sole24Ore dedicata ai wwworkers.
Speciale del 4/02/2010


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Leggi il dossier su Millionaire di Aprile 2010


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Ascolta l'intervista realizzata da Simona Salvi, del team Altratv.tv, a Simone Perotti, un manager divenuto wwworkers.


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Ascolta il podcast della trasmissione di Radio24 “Nòvalab”. La puntata del 8/01/2010 ha lanciato il progetto


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Ascolta il podcast della trasmissione di Radio24 "Nòvalab" dedicata ai wwworkers.
Puntata del 08/01/2010


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Ascolta il podcast della trasmissione di Radio24 "Nòvalab" dedicata ai wwworkers.
Puntata del 05/03/2010


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Ascolta il podcast della trasmissione di Radio24 "Nòvalab" dedicata ai wwworkers.
Puntata del 21/04/2010


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Ascolta il podcast della trasmissione di Radio24 "Nòvalab" dedicata ai wwworkers.
Puntata del 23/04/2010



 

Dieci sono i passi che ho invididuato nel libro WWWORKERS. Tra questi c'è sicuramente un aspetto molto concreto, ovvero la costruzione della tua presenza online.
Passo indispensabile: per intraprendere un’attività sul web occorre conoscere i linguaggi della rete, le potenzialità, i rischi. Aprire un’impresa sul web non è la stessa cosa che aprirla in un angolo della strada della propria città (anche se alcuni aspetti possono risultare similari).
Innanzitutto non aprite nulla senza essere in regola… Sareste fuori legge e perseguibili. Questa è il mantra, alla base di tutto. Detto ciò, il primo step è l’apertura della partita iva. In generale bisogna aprirla ogni volta che si intraprende un’attività imprenditoriale. Anche sul web. Dall’avvio dell’attività decorrono trenta giorni per l’apertura della partita iva presso l’Agenzia delle Entrate territoriale, e altri trenta per l’iscrizione come impresa alla Camera di commercio. Ci si può iscrivere in una specifica categoria; la preferita dai wwworkers è quella di artigiano, che peraltro ha meno aggravi economici. Successivamente occorre sistemare la posizione previdenziale con l’Inps.

Mantenere la partita iva ha dei costi: per le spese occorre prevedere 80/100 euro per l’iscrizione alla Camera di commercio, 500/1.000 euro per la gestione annua delle attività con la consulenza di un commercialista, sui 3.000 euro annui per l’inps e ancora una cifra calcolata in percentuale sul reddito per l’irpef o l’irap. Attualmente ci sono alcune agevolazioni, in particolare dal 2008 è in vigore il regime fiscale dei contribuenti minimi e marginali, riservato alle persone fisiche che esercitano attività di impresa con ricavi inferiori ai 30.000 euro.
E ora un falso storico: non è necessario guadagnare sopra i 5.000 euro per avere l’obbligo della partita iva. Anche il limite dei 5.000 euro viene spesso usato in modo improprio. «Se guadagni più di 5.000 euro in un anno devi certamente avere la partita iva, ma anche se ne guadagni di meno facendo un lavoro non occasionale. Inoltre la valutazione dell’amatorialità non viene fatta dal singolo utente ma dalla Agenzia delle Entrate: se girano soldi non si potrà parlare di sito amatoriale», afferma Valentino Spataro di Civile.it, wwworker raccontato nel capitolo due e uno dei maggiori esperti di diritto sul web. Spataro aggiunge: «In materia fiscale dovete cercare sempre le informazioni più recenti, che cambiano spesso.
Il mentore è il sito www.agenziaentrate.it, sezione Documentazione-guide fiscali».
Si possono poi consultare i forum sul web, come  Alverde.net e Civile.it; da consultare anche il blog di Guido Scorza (Guidoscorza.it).
Da (quasi) wwworkers dovete prestare attenzione soprattutto ad alcuni aspetti particolarmente delicati e, a una prima analisi, esclusivamente formali. Ebbene, la violazione di queste norme potrebbe comportare multe, se non addirittura il ritiro della “licenza” per esercitare attività imprenditoriale (anche sul web). Perciò ricordate di apporre (o far apporre) il numero di partita iva in home page. Inoltre, ricordate che su ogni pagina del sito sono obbligatorie le condizioni legali d’uso e la normativa sulla privacy. Infine è auspicabile inserire le condizioni generali di vendita.
Per tutto gli altri aspetti, vi rimando al libro e ai 10 passi del capitolo 3.

 

Leggi tutti i dettagli, sono pubblicati su WWWORKERS, edito da Sole24Ore.

 

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