Pinterest, 7 utili consigli per pinnare con successo

evan sharp pinterestitaly interna

Nato pochi anni fa Oltreoceano dalla genialità di Evan Sharp, Ben Silbermann e Paul Sciarra e dedicato alla condivisione di foto e alla loro catalogazione, Pinterest registra oggi in Italia forti tassi di crescita. Pochi mesi fa l'osservatorio Pinterestitaly – fondato da Domenico Armatore, Azzurra Tacente e Paola Sangiovanni (nella foto insieme al fondatore Sharp)– segnalava come tra le tipologie di immagini pinnate dai brand spiccassero quelle del settore food e beverage con il 22%. A seguire immagini sul mondo femminile: case e arredo per il 15%, abbigliamento e calzature per il 12%.

Oggi multinazionali, PMI, organizzazioni no-profit ma anche certa Pubblica Amministrazione illuminata hanno iniziato ad entrare in Pinterest e ad aprire boards, ovvero pagine dove catalogare screen e foto. Ma attenzione: il rischio per tutti questi attori è il mancato presidio. Pinterest presuppone una forte attività (e una certa velocità) nel pinnare e ripinnare. E una idea di condivisione del brand “laterale”: non solo il mero prodotto o servizio con tanto di tariffario in bella vista (che è pure fattibile e in alcuni casi presenta dei vantaggi oggettivi) ma l’immagine emozionale, la firma proposta in modo indiretto (e forse più efficace). Ecco comunque sette consigli per pinnare con successo.

Consiglio uno: pinna emozioni, passando dall’e-commerce all’emotional (e social) commerce
Vai oltre il tuo prodotto o servizio, veicola il mondo emozionale che richiama il tuo brand. D’altronde la crasi tra “pin” e “interest” richiama alle aspirazioni, al tempo libero, alle passioni degli users. E così il nuovo luogo dell’e-commerce diventa emotional (e social) commerce.

Consiglio due: punta su creatività, originalità e precisione delle informazioni
Accuratezza, originalità e precisione nel descrivere la foto, con tutti gli elementi informativi necessari. Questi alcuni dei suggerimenti veicolati dall’osservatorio Pinterestitaly.com. Inoltre descrivi sempre lo scatto. Secondo Dan Zarrella i contenuti più condisivi sono quelli con una descrizione più dettagliata. E poi è meglio pinnare foto da un proprio archivio, brandizzando le immagini proprie e inserendo parole chiave e tag utente.

Consiglio tre: poca autoreferenzialità. Repinna e non seguire gli utenti, ma le loro boards
Per i brand è fondamentale partecipare alla conversazion in rete, anche su Pinterest. Perciò repin e like sono un must, ma per Pinterestitaly occorre anche interagire attraverso commenti e mentions. Inoltre pinna anche i video da YouTube e Vimeo e lega l’account dell’azienda a Facebook e Twitter per offrire costanti aggiornamenti.

Consiglio quattro: dialoga con la tua micro-community
Pinterest è il social network meno generalista e mass market in circolazione. La forza di Pinterest è nella scelta tematica, nei canali verticali, in un’offerta ad alto potenziale anche se indirizzata ad  un numero limitato di utenti. Come direbbe Chris Andeson, in questo caso più che mai occorre dare valore e attenzione ai mille veri e autentici “fan”.

Consiglio cinque: non improvvisare, ma pianifica
L’obiettivo, anche in questo caso, è di lavorare con un piano editoriale strutturato. E’ fondamentale la strategia da definire ex ante, per poi permettere una interazione anche spontanea. Occorre pianificare anche l’apertura delle differenti boards e crearne di specifiche dove si ripinnano i contenuti degli altri utenti. Altro suggerimento: creare boards sulla storia dell’azienda, sul territorio o sulle opportunità di lavoro.

Consiglio sei: attiva i tools per rendere più agevole e veloce la gestione dell’acccount
Da Pinterestitaly arrivano tre segnalazioni di tools facilmente attivabili: Pinstamatic, che permette di pinnare molto più di una foto, scegliendo tra un website, un account Twitter o una traccia presente su Spotify. Pinalerts, che consente una volta selezionata una notizia o un’area di interesse, di ricevere via mail notifiche specifiche. In ultimo Pinpuff, che permette - inserendo la mail e l’id utilizzato in Pinterest – di ottenere un rank dell’influenza e il reach basato sui follower influenzati e sulle specifiche attività.

Consiglio sette: affidati ai “social media curators”, i nuovi professionisti (anche di Pinterest).
Tra gli addetti ai lavori si parla di figure ibride, a metà strada tra comunicazione di impresa, design e marketing. «L'obiettivo di Pinterest è analizzare il mondo attraverso le collezioni e i loro curatori», ha precisato Sharp lo scorso anno in Italia, ospite al DEF2012. Eccoli allora i nuovi social media curators.

Martedì 12 febbraio 2013
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Il libro dei wwworkers

libro1Wwworkers (Gruppo24Ore) è un manuale scritto da Giampaolo Colletti, con la prefazione di Andrea Rota (eBay) e la postfazione di Luca Tremolada (Sole24Ore).

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