A Brescia il calzificio che vende nel mondo

Ci sono storie che hanno radici profonde nell’eccellenza del made in Italy, ma che al contempo sanno volare lontano. Questa in fondo è la storia del calzificio DèPio, nato settant’anni fa nel distretto tessile della provincia bresciana e oggi in contatto con le maggiori maison internazionali del lusso e della moda.

Il boom di questo calzificio si lega ad un’invenzione geniale: il sistema per sostenere le calze con l’elastico. «Mio papà era un abile inventore. Ha progettato questo pezzo meccanico e si è focalizzato sull’elastico nelle calze maschili, studiandolo e brevettandolo», racconta Mary Chiaruttini, 65enne bresciana, direttrice artistica e mente creatrice delle collezioni, un passato con una formazione artistica. «Sapevo disegnare bene fin da piccolina, avevo la passione per il mondo dell’arte», precisa Mary. Siamo a Botticino, diecimila anime in una ventina di chilometri da Brescia, nell’area pedemontana ai piedi delle Prealpi. Un distretto che è cambiato negli anni. «Questa da sempre è stato un polo con un insediamento produttivo. Papà arrivava dalla provincia di Mantova e qui ha aperto la prima azienda artigianale. Fino a dieci anni fa c’è stato un insediamento significativo con oltre duecento realtà. Oggi siamo in sette. Quello che facciamo è un prodotto di nicchia, una scelta vincente», dice “la Mary”: così la chiamano tutti. D’altronde è lei, guida dell’azienda alla seconda generazione, che ha avuto l’intuito di iniziare la produzione delle calze da donna, puntando sul segmento luxury. Intuizione che ha permesso al calzificio di arrivare fino ad oggi. Una storia di famiglia. E una storia di resilienza: oggi in azienda lavorano anche il figlio Giordano e la figlia Elisabetta per una produzione di artigianato sartoriale in una squadra di ventotto collaboratori. Attività laboriosa che richiede tempo. «Attualmente non abbiamo concorrenti, vendiamo prevalentemente all’estero, soprattutto Benelux, Svizzera, Austria, Francia, America».

I prodotti DèPio, navigabili su Depio.it, sono sempre stati fatti con filati nobili e negli ultimi tempi hanno adottato il cotone egiziano biologico della Filmar Network. Si tratta del Cottonforlife a fibra extra-lunga, coltivato in Egitto con metodologie rispettose anche rispetto al riutilizzo degli scarti tessili che tornano ad avere valore.

«Perché ha senso scommettere ancora su un’impresa artigiana? Perché è passione, intuito, genialità, continuità», afferma senza indugio Mary, prima di rientrare in bottega per ragionare di nuove creazioni.

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Questo articolo a firma di Giampaolo Colletti è uscito su Metro il 05.02.2020


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